Martedì 26 ottobre 2010, ore 17.00
Roberto Caso e Umberto Izzo (Facoltà di Giurisprudenza) ricostruiscono un celebre processo che ha segnato i rapporti tra scienza e società, presentando le argomentazioni dell'accusa e della difesa. Il pubblico svolge il ruolo di giuria. Introduce Massimiano Bucchi (Facoltà di Sociologia).John Moore, malato di tumore, venne curato all'università della UCLA, dove si scoprì che i tessuti della sua milza producevano una proteina ematica che favoriva la moltiplicazione dei globuli bianchi, importanti agenti antitumorali. Dai tessuti di Moore, la UCLA produsse una coltura cellulare che nel 1984 venne brevettata come "invenzione". Oggi questa coltura vale piu' di 3 miliardi di dollari. Moore cito' la UCLA, reclamando un diritto di proprieta' sulle proprie cellule. Nel 1990 la Corte Suprema della California rigetto' l'istanza di Moore, affermando che la coltura cellulare (non i tessuti) del signor Moore doveva essere considerata proprieta' intelettuale della UCLA. Moore non ne era più proprietario.
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